Ogni chilowattora conta: il fotovoltaico ha «low hanging fruits» da cogliere

21.06.2022Helion
Una nuova iniziativa popolare sostiene che «Ogni chilowattora conta». È vero! La svolta energetica necessita di tutte le energie rinnovabili disponibili, tuttavia è il fotovoltaico a offrire, di gran lunga, la fetta più grande a prezzi contenuti con un’enorme accettazione. 

 

Nel quotidiano Tages-Anzeiger si è parlato, di recente, dell’iniziativa popolare in programma per fissare nella Costituzione il potenziamento delle energie rinnovabili come obiettivo primario. I fattori trainanti alla base dell’iniziativa sono le procedure di autorizzazione infinite e complicatissime, necessarie per i progetti di energia eolica e idroelettrica. I promotori dell’iniziativa sottolineano giustamente che, per la svolta energetica, «ogni chilowattora conta». Io sono dello stesso avviso. Possiamo ancora sfruttare 2-3 TWh provenienti dall’energia idroelettrica – e addirittura qualcosa in più dall’energia eolica. Sono chilowattora importanti che ci servono in futuro per la svolta energetica. 

 

Ma è con il potenziale dell’energia solare che portiamo il gioco a un altro livello perché non si tratta di poche ma di tantissime TWh. Entro il 2050 saremo in grado di ottenere fino a 50 TWh di energia elettrica e più. Con il fotovoltaico possiamo realizzare progetti rapidamente, da piccoli impianti su tetti di case monofamiliari fino a impianti da megawatt su edifici industriali poiché, in questo settore, l’accettazione è abbondante e la resistenza è scarsa. Le nostre sfide risiedono nella burocrazia e in un modello di finanziamento solido e affidabile, come è finalmente in discussione presso il Consiglio degli Stati con il premio di mercato fluttuante per grandi impianti. Naturalmente sarà più complicato se cercheremo di costruire su infrastrutture o utilizzare superfici libere. Entrambe le questioni sono comunque risolvibili e servono solo semplici modifiche alla Legge sulla pianificazione del territorio. Questo tipo di impianti sarà considerato soprattutto per aumentare l’energia eolica. Anche a tale riguardo desideriamo precisare che gli impianti fotovoltaici nell’Altopiano sono in grado di fornire, anche in inverno, un terzo di energia elettrica – oltretutto a costi molto più contenuti – rispetto agli impianti per la produzione di corrente nell’area alpina.  

 

I media amano occuparsi dei problemi legati al potenziamento delle energie rinnovabili. Questi problemi esistono in effetti – ed esistono anche nel fotovoltaico. Tuttavia, noi sappiamo come risolverli, come illustrato nel programma di 11 punti di Swissolar. Ecco perché mi rivolgo alla politica e anche alla reazione del Tages-Anzeiger e di altri media, chiedendo loro di focalizzarsi maggiormente sul potenziale del fotovoltaico, di grande e facile realizzazione, attuabile a costi contenuti e con rapidità proprio perché ampiamente accettato. Cogliamo i «low hanging fruits» – e la svolta energetica prenderà davvero piede.